Che vergogna in mondovisione. Sheva: 'Meglio non dire niente'.
E forse il silenzio è l'unica colonna sonora per un evento senza alibi. A peggiorare, per l'Inter, la delusione
di una sconfitta prevedibile e ciononostante dolorosissima, hanno provveduto i dementi della curva.
Bersagliare di bottiglie e petardi l'innocente Dida (saracinesca del Milan), a causa di un errore arbitrale
in occasione di un gol validissimo di Cambiasso, è stato un capolavoro di stupidità.
Può darsi che il direttore di gara abbia sbagliato, annullando il pareggio inutile dell'argentino a venti minuti dalla fine: ma l'agguato pirotecnico al portiere brasiliano è stato oggettivamente agghiacciante e moralmente inammissibile. Il problema maggiore è che l'Italia è recidiva, a livello continentale: magari qualcuno ricorderà che già la Roma aveva esaurito la sua avventura in Champions per colpa di lanciatori criminali. In quell'occasione la terna arbitrale fu bersagliata dal lancio di monetine.
Il fatto che non si puniscano i teppisti, i banditi, i delinquenti sta sfasciando l'Italia calcistica.
Chi ha il potere per cercare di risanare il mondo del pallone fa troppo poco e questo è un punto
in più per i giornali scandalistici internazionali. L'Italia è finita così su tutti i quotidiani
sportivi datati 14 aprile 2005, derisa e diffamata. In questo modo ci giochiamo i mondiali 2012. Possibile
che ormai solo nel nostro Bel Paese accadano cose simili? Possibile che nessuno sia in grado di intervenire?
Come hanno fatto, i dementi della curva, a riempire San Siro di razzi e petardi? E come hanno fatto i tifosi
interisti ad introdurre nello stadio quel famosissimo motorino in Inter - Atalanta? Che pena, che schifo.
Abbiamo bisogno di controlli più severi.
Prendiamo spunto dagli inglesi,
loro sì che hanno capito cos'è il calcio: un gioco, un divertimento,
un passatempo, un modo per sfuggire alla vita di tutti i giorni ritrovandosi in compagnia negli stadi o nei bar
a sostenere la propria squadra senza sentire il bisogno di fare gli idioti e rovinare questo fantastico sport.
A casa andrebbero tenuti i criminali a piede libero, ma a casa dovrebbe essere spedito anche chi, a qualunque livello, nulla ha fatto e fa per rimuovere il tumore della violenza. E a casa, passando a riflessioni meno drammatiche, se ne sarebbe andato anche il povero Mancini, se avesse potuto. Molti tifosi nerazzurri, da non confondere con gli idioti, sono tranquillamente rientrati in famiglia dopo il gol di Sheva.
Per non parlare del razzismo che comunque si sta calmando. Tutti siamo al corrente di quanto accade di tremendo ai giocatori stranieri. Tutti conosciamo almeno un coro razzista, tutti ne udiamo uno quasi quotidianamente. Tutti vediamo le pubblicità progresso contro questa terribile malattia, contagiosa e pericolosa. Perché non cercare di stare tutti uniti e dire no al razzismo ed alla violenza? In questo modo potremmo risanare il mondo del calcio che si sta piano piano sgretolando sotto gli occhi di tutti gli appassionati. La sana competizione va benissimo, ma gli atti immorali e vandalici no!!