Oggigiorno è assai frequente l'utilizzo di espressioni contenenti la parola successo: un cantante, un libro, un film di successo, una moda che riscuote grande successo Il successo, quindi, è generalmente inteso come un'accoglienza dichiaratamente favorevole da parte di un pubblico.
Il successo può essere immedesimato in una persona che è stata capace di realizzarsi nell'ambito a lei più congeniale; così, esistono attori, musicisti, pittori artisti di successo, ma anche nella politica, nell'economia o in tanti altri campi esistono personaggi, sia del presente che del passato, capaci di restare impressi positivamente nella mente delle persone.
Tuttavia, si tende sempre più a identificare il successo di massa (la popolarità) con il successo strettamente personale. Se, da un lato, un considerevole numero di persone adulte si dichiara soddisfatta del proprio stile di vita e afferma di aver conseguito gli obiettivi prefissati nella giovinezza, una parte di esse, non riuscendo a spiccare nel proprio ambito lavorativo (che può essere di qualunque genere, anche artistico o sportivo) si sente perdente, fallita.
Chi di noi non ha mai provato invidia per un attore famoso o per un calciatore miliardario attorniato da tante splendide donne?
La colpa di questo senso di inferiorità attribuita alla nostra società che, ponendo dinanzi ai nostri occhi dei traguardi apparentemente facili da raggiungere (la ricchezza e la popolarità in primis), ci fa sembrare la vita tutta rose e fiori, quale invece non è.
La società occidentale di oggi promuove la democrazia e lalibertà i giovani, però, sono eccessivamente dotati di quest'ultima e, dovendo compiere scelte importanti in modo autonomo, vengono molto spesso deviati da quei traguardi impossibili che sembrano garantire il successo immediato senza alcun prezzo da pagare.

Ma la celebrità è cosa di pochi; una volta scoperto che non si può raggiungere, per mancanza di capacità, o di denaro, o di conoscenze importanti o dell'appoggio dei media ( a mio parere, infatti, sono moltissimi i talenti sprecati che non possono esprimersi e, purtroppo, anche coloro il cui talento deriva soltanto dai propri mezzi economici), si entra in una lunga galleria buia da cui è difficile uscire. Gli errori commessi e il tempo perso non possono essere cancellati.
Una volta raggiunto il successo è difficile riuscire a rimanere sempre sulla cresta dell'onda ed essere continuamente amati dal pubblico; i media, infatti, hanno il grandissimo potere di distruggere un personaggio alla stessa impressionante velocità con cui l'avevano creato.
La massa, infatti, è come un gregge di pecoroni pronto a cambiare idea ogni qualvolta nascono nuove tendenze create dai media e, quindi, una persona, che vive del successo che riscuote tra il pubblico, finisce per diventare un fuscello al vento.
Un chiaro esempio può essere quello di Marco Pantani, un ciclista che aveva fatto del ciclismo e della popolarità la sua vita; quando i media, attraverso lo scandalo del doping, gettarono nell'ombra le sue imprese sportive, egli entrò in un tunnel di droga e depressione che lo portò tragicamente alla morte, avvenuta il febbraio scorso, a soli trentaquattro anni.
Con il conseguimento del successo si assiste troppo spesso ad una perdita dei valori etici e morali: diventando famosi, i propri guadagni si moltiplicano e, come si sa, quando una persona ha i soldi pensa di poter fare di tutto.
Se si è ingenui, inoltre, si diventa vittime di opportunisti e speculatori, attirati dal denaro, a cui interessa solo il proprio tornaconto.
Oggi esistono veri e propri manuali e scuole del successo e programmi televisivi che tentano di lanciare giovani talenti nel mondo dello spettacolo.
Ma che cos'è, in fin dei conti, il successo?
A mio parere una persona può essere definita di successo non solo nel caso in cui sia diventata famosa, ma, soprattutto, quando è riuscita a realizzarsi.
Realizzarsi non vuol dire diventare una celebrità, ma aver dato nella vita tutto sé stessi per conseguire i desideri, i sogni e gli ideali che si erano preposti, rimanendo fedeli, sempre e in ogni caso, ai propri valori etici, morali e religiosi. Vuol dire trarre i giusti insegnamenti dalle persone a sé più vicine e non dare eccessivo peso al giudizio della massa.
Il successo non è solo di chi possiede i mezzi (il denaro soprattutto) per ottenerlo, ma è di chi se lo costruisce umilmente con le proprie mani; nella vita nulla è regalato, bisogna sempre faticare per ottenere ciò che si vuole e darsi da fare per realizzare qualcosa in cui si crede allevia sicuramente la fatica.
Per me la popolarità non deve essere considerata il traguardo finale, lo scopo della nostra esistenza (la realizzazione personale è molto più importante), ma una possibilità che la vita ci offre, che presenta delle luci, ma anche tante ombre e di cui, per questo, è meglio non abusare.
Concludendo, penso che il successo, per come lo intendo io, sia una meta alla portata di tutti: un buon inizio sarebbe quello di aver fiducia nei propri mezzi e credere nei propri ideali